Scarpa running
La moderna scarpa da running ha due esigenze che possono essere in contrapposizione: permettere la più rapida ed efficace risposta elastica del piede esaltando così il più possibile lo sfruttamento biomeccanico della corsa e dall'altra ammortizzare il trauma dovuto all'impatto con il terreno che il piede subisce ad ogni passo. E' nel giusto compromesso appunto fra il proprio livello (principiante, amatore, top level) e il tipo (allenamento sulle lunghe o medie distanze, gara) della prestazione, la biomeccanica della corsa e dell'appoggio plantare, il peso corporeo e le caratteristiche morfologiche che ogni runner deve scegliere la scarpa a lui più adatta.
La corsa, a differenza della marcia, presenta una fase di volo senza alcun appoggio il che comporta che l'energia potenziale (cioè l'altezza del baricentro) e l'energia cinetica (la velocità) siano in fase, cioè aumentano e diminuiscono allo stesso momento e la loro somma è l'energia posseduta dall'atleta che corre. Questa energia di movimento diminuisce dopo che il piede ha toccato il suolo dopo la fase di volo: per la rigidità del terreno si deformano alcune strutture corporee con parziale immagazzinamento dell'energia negli elementi elastici del muscolo che la restituiscono con il successivo passo. Il meccanismo della corsa è quindi paragonabile a quello di una palla che rimbalza immagazzinando e successivamente liberando energia elastica ad ogni salto della palla o passo dell'atleta.
A1 superleggere
Le scarpe della categoria superleggere sono le più veloci. Di forma curva e di peso contenuto (massimo 250 grammi nella misura 9 US), presentano poco dislivello tra avampiede e tallone, sono quasi sempre piatte e con potere ammortizzante molto limitato. L'alleggerimento comporta inoltre una drastica riduzione dei vari sistemi di controllo del movimento per garantire la massima libertà di azione, ottima flessibilità e una risposta reattiva. Ne consegue che sono indicate per le gare su strada di atleti leggeri-veloci . Vietate invece ai podisti pesanti, ai lenti e ai pronatori.
A2 intermedie
I modelli da running della categoria intermedie sono caratterizzati da un peso compreso tra i 250 e i 290 grammi nella misura 9 US. Queste scarpe presentano un buon compromesso tra controllo del movimento nel retropiede e flessibilità nell'avampiede, sono generalmente di forma semicurva e hanno un dislivello medio tra avampiede e tallone. In alcuni casi sono dotate di supporti di controllo del movimento il cui intervento è comunque limitato. L'ammortizzamento È quasi sempre buono. Gli atleti più in forma e quelli leggeri possono usare questo genere di scarpe anche per gli allenamenti. I podisti più pesanti o i meno veloci le possono utilizzare come scarpe da gara.
A3 massimo ammortizzamento
Alla categoria massimo ammortizzamento appartengono le scarpe da running di peso superiore ai 300 e inferiore ai 400 grammi, di forma dritta o semicurva, con un buon dislivello tra avampiede e tallone per salvaguardare tendini e articolazioni da infortuni. Per cercare di ottenere il massimo effetto ammortizzante e una buona flessibilità spesso È sacrificato il controllo del movimento. Questi modelli sono quelli più usati dai podisti negli allenamenti e, di norma, sono i più indicati per qualsiasi chilometraggio (da 2 a 100 km a piacere). Sono l'ideale per gli atleti con l'appoggio neutro o in inversione (piede rigido). Inoltre, il 90% dei corridori che utilizzano plantari personalizzati usano scarpe di questa categoria.
A4 stabili
Le stabili sono scarpe di peso compreso i 300 e i 400 grammi, a forma dritta, create per correggere l'eccesso di pronazione, ovvero per chi ha il piede piatto e tende a piegare le calzature all'interno. Resistono ai movimenti del piede sull'asse longitudinale mediano senza che si verifichi una deformazione permanente nella loro struttura. In alcuni modelli di peso contenuto si può trovare un buon compromesso tra ammortizzamento e stabilità. Tutte le scarpe di questa categoria sono decisamente sconsigliate ai supinatori, cioè ai corridori con piede rigido che appoggiano anche d'avampiede all'esterno.
1) la leggera pronazione è normale e non va corretta con scarpe stabili ( A4)
2) per scarpe stabili, in Italia, si intendono sempre le A4 e vanno usate, salvo eccezioni, solo in caso di ECCESSO di pronazione.
3) l'usura della suola della scarpa (nel tallone esterno) non c'entra NULLA con l'appoggio
4) non esistono scarpe antisupinazione, in questo caso vanno usate sempre le A3
5) se avete un plantare personalizzato, usate SEMPRE scarpe neutre ( A3 - massimo ammortizzamento)
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