Chi siamo
ALLA FRONTIERA DELL' AMMORTIZZAMENTO.
A più di un quarto di secolo dalla comparsa sul mercato dei primi sistemi ammortizzanti messi a punto dalle migliori aziende del settore" usati nelle scarpe da RUNNING, MIZUNO, ASICS, NIKE, BROOKS ,SAUCONY e altri" è giunto il momento di fare il punto della situazione, per verificare dove sia arrivata la frontiera del cushioning e capire di quali vantaggi sia concesso godere agli sportivi del terzo millennio. Non e un esercizio da poco considerando che le calzature per lo sport sono un tipico esempio di prodotto industriale ad elevato contenuto di parti e mano d'opera , dotato di una complessità spesso superiore a quella immediatamente riconoscibile. D'altra parte spesso i produttori, che hanno la necessità di cambiare continuamente i loro prodotti propongono delle variazioni estetiche non sostanziali, perché una ricerca capace di vera innovazione richiede corposi investimenti. Si può quindi dire che la risonanza del informazione e il marketing sempre più elaborato , ha aumentato molto il rumore di fondo rendendo sempre più difficile capire qual è la sostanza, cos'è che fa la differenza e fa funzionare una calzatura meglio di un'altra, o perlomeno la renda più adatta a un utente piuttosto che a un altro. Forti di un'unica esperienza pluriennale e di un aggiornamento scientifico e tecnologico continuo noi di GABRIELI SPORT, vi spieghieremo cosa cambia e cosa differenzia le varie tipologie della scarpa da RUNNING A1, A2, A3, A4, e cosa le differenzia all'interno della stessa categoria.
L'INTERSUOLA.
Nelle scarpe da RUNNING contemporanee c'è un componente, l'intersuola , quella parte compresa fra suola/battistrada (a contatto con il terreno) e la tomaia (che avvolge il piede). Tale componente svolge un insieme di prestazioni complesse, il cui scopo principale è quello di ridurre il rischio di traumi dipendenti dal gesto motorio di particolare intensità e ripetuto una quantità eccessiva di volte. L'intersuola, però è di particolare importanza, poiché risulta essere il componente delle calzature sportive maggiormente interessato a determinarne la diversità di comportamento nelle scarpe da RUNNING. Un'intersuola ben progettata garantisce innanzitutto il mantenimento di una corretta posizione di base, in particolare con un appoggio del calcagno leggermente rialzato rispetto alla parte anteriore del piede. Questa caratteristica è importante soprattutto perché un'altezza posteriore più o meno accentuata può determinare un maggiore o minore allungamento del tendine di Achille: una scarpa da gara su strada, può presentare un differenziale relativamente basso(per esempio 8-10mm) in modo da favorire l'accumulo di energia elastica nel tendine d'Achille e la maggiore lunghezza della fibra muscolare dell'atleta, consentendone il massimo rendimento. E' questo il motivo per cui , nei paesi anglofoni , le scarpe da gara sono chiamate racing flat. Per una buona scarpa d'allenamento è invece preferibile un differenziale più alto (per esempio 12-16-mm), così da sollecitare il meno possibile il tendine di Achille e le fasce muscolari per garantire una preparazione sicura. Oltre a questo l'intersuola deve essere libera di piegarsi ove serve per consentire una congrua flessione dove il piede flette naturalmente ( cioè in prossimità dei metatarsi) ma deve evitare invece deformazioni accentuate e spanciamenti indesiderati nella sua zona centrale e posteriore. A seconda del tipo di attività sportiva e del terreno su cui è praticata la corsa nelle scarpe da running(ASICS, MIZUNO, SAUCONY, BROOKS, NIKE ecc.), può inoltre risultare necessario un livello di protezione accessorio come l'uso di plantari semi anatomici per uso sportivo. Solitamente alle calzature per le diverse attività sportive ( quella da running, da tennis, da volley, da basket, da outdoor, etc.)è richiesto di ammortizzare quanto più possibile l'impatto sul terreno. In particolare è necessario decelerare l'impatto in modo da smorzare i pericolosi picchi di carico, cioè forze molto alte applicate in un tempo brevissimo (pochi millisecondi); in pratica l'energia d'urto generata viene modificata trasformandola in forze più basse (meno pericolose), applicate per un tempo più lunghe. Una quantità minore dell'energia di impatto (intorno al 25-30%) viene invece solitamente dispersa in calore. Da circa vent'anni inoltre lo sviluppo della ricerca medica e biomeccanica rivolte alla prevenzione degli infortuni e alla progettazione delle calzature, ha consentito di capire che, per per vari tipi di calzature destinate a diverse attività sportive il comportamento ottimale è ottenibile non già con una intersuola mono blocco (anche quando ottima) dotata di caratteristiche costanti lungo la sua lunghezza, bensì con un'intersuola suddivisa in aree caratterizzate da un diverso livello di sostegno fornibile al piede. In particolare tale suddivisione deve mediare fra le zone in cui si sviluppano le pressioni più alte durante l'impatto con il terreno, e le zone che, per le caratteristiche anatomiche intrinseche del piede, richiedono particolare protezione: il calcagno innanzi tutto e le teste dei metatarsi subito a seguire. In queste due zone è preferibile un livello di sostegno moderato a vantaggio del migliore ammortizzamento che solitamente ne consegue. Nella posteriore mediale (la zona che giace sotto i due malleoli interni speculari l'uno all'altro) è invece spesso preferibile un livello di sostegno assai più fermo , a vantaggio di una maggiore stabilità. Tale caratteristica , si è sperimentato con successo, sarebbe anche raccomandabile per la zona pre-metatarsale (un'area centrale dell'intersuola, compresa tra le teste dei metatarsi e davanti al calcagno, ma equi distanti da entrambi di circa un dito), a tutto vantaggio del supporto formidabile all' avanpiede. Da anni le migliori aziende del settore hanno risposto alle necessità di ottenere aree a comportamento differenziato, inserendo nel intersuola particolari componenti o materiali molto ammortizzanti, divenuti presto la bandiera capace di fornire un determinato appeal tecnologico a ciascun marchio.
LA PORTANZA.
Approfondite indagini ed esperienze nel campo della scienza dei materiali, in particolare di quella parte relativa ai polimeri e agli elastomeri espansi, hanno chiarito che la misura più significativa da valutare per determinare la differenza di supporto, a cui si a cui si accennava è la cosiddetta portanza. Si tratta proprio di una misura dell'effetto di sostentamento verso l'alto(analogamente a quello che sostiene un aeroplano involo) offerto da diversi materiali sottoposti a una diversa comprensione, ad esempio il 25% o del 50% dello spessore originale del campione di materiale interessato. In pratica è una misurazione scientifica più significativa della sensazione soggettiva che proviamo quando con un dito schiacciamo una parte dell'intersuola per saggiarne la consistenza la consistenza.